Tra acqua e acqua: disuguaglianze nel mondo

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Tra acqua e acqua: disuguaglianze nel mondo

Lug 07 2020

Gli esseri umani e il pianeta Terra sono entrambi composti dal 70% d’acqua. Solo una piccola percentuale dell’acqua che ricopre il nostro pianeta è però potabile, e di certo non è distribuita equamente. Sappiamo tutti quanto l’acqua sia un bene fondamentale nelle nostre vite: la usiamo quotidianamente, spesso senza nemmeno farci troppo caso, è sufficiente aprire il rubinetto. Per moltissime altre persone in tutto il mondo, forse più di quante pensiamo, l’acqua invece è un bene scarso e preziosissimo, il cui approvvigionamento comporta fatica e tempo ed il cui uso va controllato e distribuito con parsimonia.

Secondo i dati dell’ONU, la scarsità d’acqua colpisce più del 40% della popolazione mondiale. Oltre a ciò, a livello mondiale, 3 persone su 10 non hanno accesso a servizi igienici di base mentre 2,3 persone su 10 a livello globale utilizzano fonti di acqua potabile contaminate da escrementi.

La carenza d’acqua non ha un impatto negativo solo sul sostentamento e la sicurezza alimentare dell’uomo, ma influisce su tanti altri aspetti della vita quotidiana. Ad esempio i giorni dedicati alla raccolta dell'acqua tolgono tempo ad altre occupazioni, come quella lavorativa. Inoltre, la mancata irrigazione dei campi può provocare o peggiorare la siccità dei terreni, portando a raccolti molto scarsi e alla malnutrizione. Allo stesso modo, la mancanza di servizi igienici di base aumenta esponenzialmente la diffusione di malattie che possono causare gravi infermità. La mancanza d’acqua finisce per condizionare ogni aspetto della vita di chi vive in queste condizioni di scarsità: non è un problema che si può ignorare, proprio per il semplice fatto che dall’acqua dipende la vita stessa.

Mentre in Occidente spesso non ci rendiamo conto degli enormi sprechi, c’è chi, come Dinh, una donna della provincia di Ha Giang in Vietnam, impiegava un giorno intero per la raccolta d’acqua che sarebbe dovuta bastare per tutta la settimana (qui la sua storia). Dinh e gli altri abitanti del suo villaggio raccoglievano così 40 litri per volta, solitamente trasportandola a piedi anche per 6km (consideriamo che, invece, un cittadino italiano medio consuma dai 150 ai 200 di acqua al giorno!).

Questa problematica non riguarda però solo i paesi in via di sviluppo. Se non agiamo fin da subito per rimediare a queste disuguaglianze, cercando anche di diminuire i nostri stessi sprechi, presto il problema della scarsità d’acqua andrà a coinvolgere sempre più persone, a causa anche del surriscaldamento globale e dell’inquinamento. L’acqua è un bene che appartiene a tutti noi, e pertanto dobbiamo salvaguardarla e fare in modo che ognuno possa averne accesso.

Proprio con l’intento di garantire a tutti la disponibilità e la gestione sostenibile dell’acqua e delle strutture igienico-sanitarie, è stato formulato il sesto Obiettivo di Sviluppo Sostenibile - OSS dell’ONU. Tra i vari traguardi da raggiungere entro il 2030, ai primi posti troviamo l’accesso universale ed equo all’acqua potabile e l’accesso ad impianti sanitari e igienici adeguati.

Anche GTV si impegna nella realizzazione di questo OSS: grazie al progetto di cooperazione internazionale Acqua per tutti  abbiamo costruito un acquedotto che fornisce ora 84 famiglie, tra cui la famiglia di Dinh, e una scuola con acqua corrente. Con i molti altri interventi in corso nella provincia di Ha Giang, inoltre, supportiamo la costruzione di servizi igienici nelle scuole locali e formiamo insegnanti e studenti sulle corrette pratiche igieniche.

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