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La storia di un italiano trasferitosi in Vietnam

Mag 29 2018

Oggi non parliamo del nostro lavoro, dei nostri progetti, no, oggi abbiamo deciso di darvi un assaggio di Vietnam inusuale. E' una nuova prospettiva, un punto di vista che ci fa piacere accogliere nel nostro sito. Parliamo di Fabio: un italiano che si è trasferito in Vietnam a lavorare. Fabio è ad Hanoi ormai da 4 anni. Scopriamo assieme la sua esperienza e ... grazie ad Anna Formilan per l'intervista! 

profilo

Fabio Antonio Francesco Zacà

Nato a: Galatina
Data di nascita: 18/11/1986

Formazione
Studente a Trento-Unitn dal 2005 al 2012, Triennale in mediazione linguistica e specialistica in relazioni internazionali. Erasmus a Nimega-Radboud Universität dal 2006 al 2007. Erasmus a Penang - Universiti Sains Malaysia dal 2009 al 2010. Studente a Sheffield - University of Sheffield dal 2012 al 2013, Master in Economia Asiatica.

 Info

 

intervistatore   Com'è stata la tua esperienza in Cina?

             intervistato  
Sono stato in Cina sei mesi dal 2013 al 2014, tre mesi di studio del cinese alla Chuanmei Daxue (Communication University of China) e tre mesi di praticantato in marketing in un'agenzia di consulenze di investimento, DezanShira & Associates.

 

intervistatore  Da dov'è arrivata la decisione di spostarti ad Hanoi? Da quanto ci vivi? Perché il Vietnam?

             intervistato  
Vivo ad Hanoi dall'Aprile del 2014, i primi tre mesi come praticante per la filiale vietnamita di DezanShira & Associates. Finito il praticantato, avevo davanti la decisione di tornare in Cina, a Pechino, oppure stare ad Hanoi. Il clima, la possibilità di fare progetti, la qualità di vita mi hanno spinto a rimanere qui. Il Vietnam e' un paese in crescita, giovane, curioso e con discreto bacino di talenti con cui lavorare e rapportarsi. La scelta è stata pratica.

intervistatore  Parlaci dell'attività di import di prodotti italiani che hai messo in piedi.

             intervistato  
Io, da export manager, aiuto le aziende italiane a trovare importatori in loco non solo in Vietnam ma in tutto il sud-est asiatico. Al momento stiamo andando bene su vini e pasta, il food & beverage è il mio settore principe ma essendo un commerciale, non ho problemi a proporre o valutare altri progetti.
Trovare un importatore in Vietnam non è impresa semplice, gusti diversi, cultura diversa e tempistiche diverse rendono il mercato difficile all'inizio ma, dopo aver fatto la cosiddetta scorza, si può procedere.

 in moto

intervistatore  Trovi che l'Asia rappresenti un mercato fertile per i prodotti made in
               Italy?

             intervistato  
Il made in Italy o l'esotico trova terreno fertile in Asia, certo su tre miliardi e oltre di persone, è difficile trovare un prodotto che vada per tutti. Il consumatore giapponese, coreano e cinese adesso bada più alla sostanza che all'apparenza mentre mercati nuovi come Vietnam, Laos, Birmania e Cambogia sono ancora molto sensibili al packaging del prodotto.

intervistatore  I piccoli produttori italiani sono interessati ad investire nei Paesi
               asiatici?

             intervistato  
Questo è un punto saliente, in un momento in cui si fa fatica in Europa, alcuni prodotti vanno bene a livello globale, anche marchi che in Italia sono sconosciuti. Dipende dall'impostazione aziendale, se vuoi essere un giocatore globale, l'Asia non può mancare dal tuo portfolio. Entrare in Asia non è facile, per questo o l'azienda si fa carico di trasferte numerose con molti tentativi prima di trovare un importatore oppure appoggiandosi a export manager in loco o a società di trading o consulenza.

 Il Bar2

intervistatore  Hai recentemente aperto un bar nella zona di Tay Ho. Raccontaci da
              dove è
 nata l'idea, quali sono le specialità della casa?

             intervistato  
Ho aperto Cheer 3 nella zona occidentale di Hanoi insieme ad altri tre partner vietnamiti. Contesto: in Vietnam siamo in un momento in cui l'artigianato va di moda, sopratutto quello enogastronomico, in pochi anni sono nate microbirrerie artigianali e artigiani del cibo, dal pane, al formaggio, ai dolci. Allo stesso modo la popolazione locale è attratta dai prodotti importati.
Quindi, lavorando alcuni mesi in un mercato locale dove vendevo affettati prodotti in Italia e rifiniti a Saigon ho incontrato due birrai e un casaro e abbiamo deciso che era il caso di mettere su un posto dove far assaggiare birra artigianale, formaggio fatto in casa e affettati italiani.
Il nome, Cheer3 significa Cheer-Salute e 3 perche abbiamo tre categorie di prodotti. Siamo al numero 60 di To Ngoc Van, una delle strade principali del quartiere occidentale Tay Ho. Adesso abbiamo anche aggiunto "El Loco" diventando anche un tapas bar.

intervistatore   Progetti per il futuro?

             intervistato  
Un progetto è quello di coinvolgere più imprese europee a venire in Asia, per progetti di distribuzione e investimento. Parallelamente, mi sto dedicando a un progetto di turismo da Asia a Italia.
A lungo termine, tra quattro anni, avrò 35 anni di cui 10 trascorsi in Asia, deciderò cosa fare "da grande", haha!

intervistatore  L'Italia ti manca?

             intervistato  
L'Italia, di giorno la penso e di notte la sogno.

 Hanoi talk

 

intervistatore  Raccontaci una tua giornata tipo.

             intervistato  
Ah, bella domanda, adesso ho cambiato il "tipo". Mi sveglio intorno alle 5 e poi mi alleno, corsa o bici o nuoto, mi sto allenando per il triathlon, quindi tra le 5 e le 7 mi alleno, poi una colazione (locale o europea).
Dalle 8 alle 12 lavoro ai miei progetti principali, poi un pranzo medio, e di nuovo al lavoro dalle 13 alle 22, lavoro più leggero con incontri, meeting e poi servizio/supervisione al mio bar. Cerco di spegnere tutti i telefoni e le mail per le 8 di sera in modo da andare a dormire tranquillo alle 22.

intervistatore   Un'altra città vietnamita in cui ti piacerebbe vivere?

             intervistato  
Dopo Hanoi, ho deciso che qualsiasi posto dove mi trasferirò dove essere marittimo, quindi in Vietnam direi Da Nang, alternativamente, qualsiasi posto costiero nel centro o al sud va bene.

intervistatore   Il tuo livello di vietnamita?

             intervistato  
Ho il vietnamita "pigro" a livello del parlato, nel senso che so cavarmela in molte situazioni conversazionali. Poi quando diventa più complesso, lo capisco al 50-60% senza però essere in grado di rispondere.

intervistatore   I tuoi cibi vietnamiti preferiti? Ci sono pietanze strane che ancora non sei riuscito ad assaggiare?

             intervistato  
Il mio cibo preferito vietnamita è il Bun Cha, che sono polpette e pancetta grigliate e intinte in una zuppa a base di salsa di pesce, aceto, zucchero papaya verde, carote. A questo si aggiunge un piatto di vermicelli bolliti tagliati in blocchetti o in mucchietti da intingere nella salsa insieme alla carne. Come bevanda, assolutamente da accompagnare con una bottiglia di Birra HaNoi ghiacciata.
Pietanze strane ce ne sono a profusione: qualsiasi cosa che abbia pelliccia, pelle o che si muove si può magiare, cani, gatti, topi (di campagna), tartarughe, serpenti, insetti.
Detto questo, io ho mangiato solo la tartaruga, tutto il resto non ho avuto ancora occasione e non ho molta voglia nemmeno di provarli. Considera che adesso il consumo di cane e gatto è calato moltissimo, dovuto a una cultura che sta sempre più isolando chi consuma queste carni e che sopratutto vede ritorsioni fisiche contro i ladri. Questo perché il furto di un cane è punito da una sanzione amministrativa che ammonta a 100 dollari, una cifra considerevole ma che non viene perseguita penalmente. Spesso i ladri di cani sono oggetto di linciaggio pubblico con la polizia osservante indifferente. Purtroppo per adesso sta andando così, chissà se metteranno in loco misure punitive sia per i ladri che i giustizieri sommari.

intervistatore   Il traffico di motorini di Hanoi: come l'hai affrontato e come ci sei
               integrato.

             intervistato  
Ci sono due risposte: se vivi da Roma in su potresti avere problemi, se vivi da Roma in giù, è come il traffico meridionale solo con ancora più strafottenza e soprattutto di numeri. Regole di base: occhio a chi hai davanti e non fermarti mai. Per i pedoni: attraversare a un ritmo regolare senza fermarsi, le auto si fermano e i motorini ti eviteranno.

intervistatore   Hai avuto difficoltà ad adattarti al clima vietnamita?

             intervistato  
Venendo da Gallipoli ero abituato al caldo ma qui è più umido, quindi sudo di più, qui però ci sono anche meno zone verdi e spazi ampi, quindi c'è anche un "soffocamento" psicologico rispetto alle campagne salentine sterminate oppure rispetto al blu del Mare Ionio.

intervistatore   Le cose da non perdere ad Hanoi?

             intervistato  
Il portafogli! Haha! No, in realtà Hanoi è molto sicura. Tornando alla domanda: non perdete una passeggiata la mattina presto intorno al Lago Ovest o di Hoan Kiem, un caffè con ghiaccio o caldo con il latte condensato se siete amanti delle cose dolci. Alternativamente il caffè allo zabaglione.
Un'altra passeggiata nel centro storico, ma senza esagerare perché sta diventando troppo turistico, quindi potreste provare il quartiere francese.
Visitate anche le zone di potere, il mausoleo di Ho Chi Minh e a poche ore da Hanoi, la baia di Ha Long.
Pranzo o cene: chiaramente cibo vietnamita, Pho Bo/Ga (brodo di vermicelli con straccetti di manzo o pollo), Cha Ca (pesce di fiume in padella), Bun Cha, Bun Oc (brodo di vermicelli con lumache), Lau (hotpot di pesce o carne e verdura), per finire riso bianco con verdure e carne.
Snacks: Banh Mi (un filone con pate, uovo fritto, carne, maiale secco, cocomeri) e Xoi (stesso condimento del Banh Mi ma al posto del filone c'è il riso appiccicoso).

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    38122 Trento, Italia

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