Da volontaria a tirocinante in Vietnam con GTV: l’esperienza di Michela
Apr 01 2025Michela, volontaria di GTV dall’anno 2024, è partita i primi di Marzo per svolgere un tirocinio in Vietnam.
Lo scorso semestre, ormai quasi arrivata alla conclusione della triennale in Studi Internazionali presso l’Università di Trento, ha deciso di cimentarsi in un'esperienza sul campo che potesse essere complementare al suo percorso di studi. Così, grazie ad una borsa di studio, ha avuto l'opportunità di partire per il Vietnam con GTV. Vivendo in prima persona cosa significhi operare in una realtà in via di sviluppo, questa esperienza non soltanto la arricchirà da un punto di vista personale e professionale, ma la renderà ancora più consapevole rispetto ai meccanismi e sfide della cooperazione internazionale.
Il tirocinio si svolgerà tra Hanoi e il distretto di Xin Man. Ad Hanoi, Michela si occuperà principalmente di comunicazione, fungendo da punto diretto di contatto tra la sede vietnamita e quella italiana. A Xin Man, invece, avrà l’opportunità di affiancare il team locale di GTV nelle attività di monitoraggio dei progetti.
Michela è appena tornata dalla sua prima missione nel distretto di Xin Man. Le abbiamo chiesto come è andata per raccogliere impressioni e sensazioni.
"Dal 20 al 25 marzo si è svolta la mia prima missione nel Distretto di Xin Man. Queste giornate si sono rivelate intense, piene ed estremamente arricchenti. Infatti, finalmente, ho avuto l’occasione di vivere in prima persona ciò che l’impegno di GTV comporta, di comprendere a fondo i valori che lo animano e le ragioni degli obiettivi che persegue. Conoscere i beneficiari dei progetti, le loro tradizioni, ed esplorare i territori che abitano è stata un’esperienza unica in quanto mi ha permesso di acquisire una consapevolezza profonda sul mio ruolo, prima da volontaria e ora da tirocinante.
I compiti di cui mi sono occupata insieme a Kien (rappresentante di GTV per il Vietnam), aiutati da Mai e Lan Han (tirocinanti per il progetto "ISABEL"), sono stati diversi.
Innanzitutto, ci siamo occupati delle distribuzioni di riso e di materiale igienico-sanitario.
Inizialmente mi intimoriva un po’ l’idea di occuparmi attivamente delle distribuzioni perché, in occasioni di questo genere, temo sempre che l'azione possa essere percepita come un’opera umanitarista di velato paternalismo. Tuttavia, ogni paura si è presto dissolta perché il calore e l’accoglienza di queste persone ha da subito colmato il vuoto della distanza culturale, linguistica e di origine. Così, tra sorrisi curiosi e cenni di riconoscenza, la diversità ha perso di importanza quando, arrivato il camion pieno di sacchi di riso, la catena umana che abbiamo creato per svuotarlo ha innescato delle connessioni autentiche, suggellate da un momento di solidale collaborazione.
Questo episodio, che ritengo un po’ la sintesi dell’azione di GTV, mi ha permesso di realizzare concretamente il senso del mio contributo. In particolare, conoscere di persona quelli che prima -da volontaria in Italia- erano soltanto volti di sconosciuti visti in fotografia, ha improvvisamente dato un significato e un peso diverso al mio impegno per GTV.
Oltre a ciò, ci siamo anche occupati di diversi monitoraggi nelle scuole sostenute e di diversi incontri istituzionali. Qui, tra una tazzina di tè e l'altra, rito inderogabile di accoglienza in Vietnam, abbiamo avuto l'opportunità di parlare con presidi e insegnanti, verificare il procedere dei diversi progetti in cui le scuole erano coinvolte, controllare lo stato degli edifici scolastici e le problematiche annesse, il tutto passando per corridoi e cortili tra gli sguardi curiosi, ma allo stesso timidi, degli studenti.
E infine, questa missione ci ha anche visti affiancare Anna e Jacopo, fotografi e videomakers italiani, che hanno dedicato parte del loro tempo per la registrazione e montaggio di un video sul Sostegno a Distanza.
Così, abbiamo assistito e partecipato alla quotidianità di queste persone, allo spettacolo dei paesaggi che giornalmente, con fatica, lavorano guadagnandosi da vivere. Questo mi ha dato modo di ammirare e stimare non soltanto la ricchezza dei loro valori e tradizioni, ma anche la semplicità straordinaria di un’esistenza distante dalla mia normalità, un’esistenza fatta di relazioni, fatica, dedizione, solidarietà, rispetto e conoscenza della natura.
Allo stesso tempo, però, è stato un bagno di realtà, di realizzazione concreta delle disuguaglianze che sono sempre più accentuate tanto in un paese come il Vietnam, che sta vivendo un momento incredibile di sviluppo, quanto per il mondo intero che, nella sua accelerazione costante, sembra essere indifferente e incurante rispetto a queste popolazioni che, sempre più vulnerabili, sono ampiamente escluse dall' incedere dei nostri tempi.
Insomma, queste giornate sono state un condensato di emozioni contrastanti: da un lato la gioia, l’ammirazione e lo stupore per i paesaggi mozzafiato che ho visto e soprattutto per le vite che li animano; dall'altro, la presa di consapevolezza di una verità dura, quella di una realtà fatta non soltanto di povertà, fatica, precarietà e vulnerabilità, ma anche di isolamento ed esclusione dallo sviluppo dei centri urbani.
Questa immersione più che mai vera nelle sfide che come umanità ci troviamo ad affrontare mi ha insegnato moltissimo e, in particolare, mi ha resa ancora più motivata a impegnarmi affinché lo sviluppo internazionale cessi di essere esclusivo ed escludente. Pertanto, non posso che ringraziare GTV per l'opportunità di questi mesi, perché questo tirocinio mi sta dando la possibilità di mettermi in gioco per questo scopo".
In vista delle attività che la coinvolgeranno, ringraziandola per il suo contributo, auguriamo a Michela una buona continuazione del tirocinio.
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