Lotta allo spreco alimentare: il punto nel mondo e in Trentino
Feb 16 2022Noi di GTV ci impegniamo tutti i giorni per contribuire al raggiungimento di alcuni degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030 dell’ONU, tra cui l’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 2, “Fame zero”.
Oltre a questo, l’Agenda 2030 include proprio lo spreco alimentare in uno dei punti dell’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 12, “Garantire modelli di consumo e produzione sostenibile”: l’obiettivo che i paesi aderenti si sono dati è quello di dimezzare lo spreco alimentare entro il 2030.
Dal 2021 abbiamo dato vita al progetto “Vie di sostenibilità” per poter diffondere le buone pratiche necessarie a raggiungerlo: se da un lato operiamo con progetti di cooperazione internazionale, per prevenire la malnutrizione dei bambini vietnamiti, dall’altro lato, in Italia il problema davanti ai nostri occhi è la sovrabbondanza di cibo, che porta a buttare alimenti ancora buoni.
Nel mondo:
Nel 2011 l’ONU ha calcolato che circa un terzo del cibo prodotto viene sprecato (UN Environmental Programme). Dopo più di un decennio, il problema è ancora presente, ma l’attenzione internazionale sul tema è aumentata. La FAO ha creato due indici di misurazione che considerano il problema secondo due aspetti diversi: l’indice di perdita di cibo e l’indice di spreco alimentare
Con l’indice di perdita di cibo (food loss index), vengono considerati i prodotti agricoli o di allevamento scartati prima ancora di arrivare alla vendita al dettaglio, nelle cucine dei ristoranti o al consumatore finale. I motivi della loro eliminazione non sono legati alla qualità, ma, per esempio, alle dimensioni o ai colori non idonei per essere commercializzati. I dati della FAO (2016) riportano che, nel mondo, ogni anno lungo la filiera di produzione viene perso il 13,80% del cibo. Nella macroarea degli Stati Uniti e dell’Europa, di cui fa parte quindi l’Italia, questo dato è del 15,70% , quindi ancora più alto.
Con l’indice di spreco alimentare (food waste index), invece, si misurano gli alimenti ancora buoni buttati al momento della vendita al dettaglio (supermercati, fruttivendoli, macellai e così via), nei ristoranti e dal consumatore finale, quindi nelle case private. Per quanto riguarda questo tipo di spreco, i dati riportano come ogni anno vengono buttate 931 tonnellate di alimenti (UNEP Food Waste Index – Report 2021).
In Italia:
In Italia, lo spreco alimentare annuale medio è di 67 kg per persona, inferiore rispetto alla media globale di 74 kg annuali. Semplificando, si può stimare che ogni anno ogni italiano butti la quantità di cibo pari a circa 670 piatti di pasta. Se si considera la nostra popolazione di poco meno di 60 milioni di persone, si tratta di quasi 40 milioni di piatti di pasta buttati ogni anno. Gli esercizi commerciali buttano 4 kg di cibo pro capite ogni anno: una quantità classificata come “alta” dall’ONU (UNEP Food Waste Index – Report 2021).
La nostra analisi sullo spreco alimentare ci ha portato a guardare anche il nostro territorio, per capire come anche in Trentino i cittadini, i commercianti e i produttori di cibo si comportino rispetto al fenomeno dello spreco alimentare.
Siamo così andati ad incontrare l’organizzazione di volontariato TRENTINOSOLIDALE, attiva in Trentino dal 2010, in prima linea contro lo spreco alimentare.
In Trentino, l'esperienza di TRENTINOSOLIDALE:
Ma come, concretamente, si impegna TRENTINOSOLIDALE? Raccogliendo il cibo ancora buono dai supermercati, evitando che questo venga buttato. Il Presidente Giorgio Casagranda ci ha raccontato come è iniziata la loro esperienza, ovvero da un nucleo di cinque volontari che la mattina raccoglieva gli alimenti ancora buoni destinati al macero o alla pattumiera e la sera lo ridistribuiva. Dopo più di un decennio i volontari sono 700 e ogni settimana riescono ad aiutare 1.000 famiglie in difficoltà economica. Questo sistema è un modello unico in Italia, che Casagranda ha presentato un po’ in tutta la penisola, da Lecce alla Lombardia, per dare la possibilità di replicarlo altrove. “Rispetto a quando le attività di TRENTINOSOLIDALE sono iniziate, i trentini sono più sensibili al tema, ma non hanno cambiato le loro abitudini”, ha poi aggiunto. Cosa significa in pratica? Che più famiglie e strutture, come i supermercati, aderiscono all’iniziativa di lotta allo spreco, ma, allo stesso tempo, i volumi di cibo salvato aumentano. Per poter davvero avere un cambiamento, la prospettiva del Presidente è chiara: partire dalle scuole, fin dalle fasce di età più giovani, per far sì che le campagne di sensibilizzazione siano davvero efficaci.
TRENTINOSOLIDALE ha iniziato col limitare l’impatto dello spreco alimentare, ma nel tempo ha sviluppato anche iniziative per ridurre la perdita di cibo sin dalla fase della produzione. L’associazione collabora infatti con Coldiretti e il dialogo diretto col mondo contadino favorisce il recupero del cibo sin dai campi: nulla viene scartato per sole ragioni di mercato in quanto i prodotti recuperati e non distribuiti sono destinati al consumo animale.
Per tornare con lo sguardo al livello globale, Casagranda aggiunge che, oltre all’Agenda 2030 delle Nazioni Unite, anche l’EXPO del 2015, il cui tema era “Nutrire il pianeta, energia per la vita”, ha contribuito a diffondere la consapevolezza sul tema. C’è molto lavoro da fare, sia a livello di spreco che di perdita alimentare, e, come detto dal Presidente di TRENTINOSOLIDALE, “occorre prima cambiare le coscienze a partire dalle nuove generazioni, per poter realisticamente sperare di diminuire lo spreco”.
È vero, c’è molto da fare, a partire dalla sensibilizzazione delle nuove generazioni.
Per questo GTV porta la propria testimonianza e il proprio impegno in molte scuole trentine: parlare di Obiettivi di Sviluppo Sostenibile porta gli studenti a confrontarsi con le diseguaglianze internazionali, di cui lo spreco di cibo è un emblema.
Per le associazioni che, come GTV, si confrontano quotidianamente con contesti in cui la malnutrizione e la fame sono concrete e diffuse, ogni studente più consapevole delle buone pratiche contro lo spreco alimentare rappresenta un piccolo passo avanti!
Per ulteriori approfondimenti:
Indicatori della FAO sullo spreco alimentari e relativo obiettivo dell’Agenda 2030
Report annuale del Programma Ambientale delle Nazioni Unite (2021)
Dati FAO aggiornati in tempo reale sullo spreco e la perdita alimentare nel mondo
Galleria immagini
https://www.gtvonline.org/it/comunicazione/news/item/1093-lotta-allo-spreco-alimentare-il-punto-nel-mondo-e-in-trentino.html#sigProId01ccda0dca