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Diari d'Oriente

Viaggio e solidarietà: binomio perfetto

Apr 09 2020

Ci sono tante occasioni che fanno emergere la coscienza sociale e la solidarietà umana. Le grandi catastrofi, in primo luogo. La stessa epidemia di corona virus, che tanto ci angoscia di questi tempi, è una prova evidente di quanta abnegazione e solidarietà insospettate esistano ancora nelle persone.

Ma che un viaggio in paesi lontani possa diventare un'occasione per sperimentare il valore della solidarietà, non è affatto scontato: scoprire quanto possa essere diffusa e toccare con mano esempi concreti di aiuto, nonché riflettere sulla sua importanza in un mondo sempre più interconnesso.

Come è noto GTV da qualche anno promuove viaggi in Vietnam improntati alla sostenibilità, vale a dire al rispetto dell'ambiente, delle tradizioni e dello stile di vita - condividendolo ove possibile - dei posti visitati. Questo dovrebbe essere assunto come modello di comportamento da ogni turista interessato a cogliere l'anima autentica della civiltà dei luoghi in cui viaggia.

Ebbene, GTV non si è limitato a questo. Si è prefissato anche un più significaitivo obiettivo: far conoscere il mondo del volontariato, una presenza importante nei luoghi e nei contesti più fragili.
In tanti anni di cooperazione nel Nord più arretrato e povero del Vietnam, GTV ha portato a termine numerosi progetti, da solo o in partnership con altre associazioni.

Ecco quindi l'idea. Perché non accompagnare le persone a toccare con mano queste realtà e ad incontrare i beneficiari degli interventi? In buona sostanza, a fargli rendere conto direttamente di quante disparità esistano ancora nel mondo e di quanto bisogno ci sia di sostegno da parte di chi è stato più fortunato?
In fin dei conti, non si tratta solo di dare ma anche di ricevere, come tante esperienze hanno dimostrato.

Dopo una prima entusiasmante esperienza nel 2018, nel febbraio del 2020, giusto a ridosso dello scoppio del corona virus Covid 19, sono ripartito. Questa volta ho visitato il centro del Vietnam e la Cambogia.
In questi luoghi per il momento GTV non è presente con proprie iniziative, ma ha stabilito significativi rapporti di conoscenza con persone e organizzazioni che della solidarietà hanno fatto una ragione di vita.
In Vietnam abbiamo ammirato le rovine del complesso religioso di My Son, risalenti alla dinastia Cham - in cui tra l'altro hanno lavorato archeologi italiani. Abbiamo assaporato l'incanto del parco nazionale di Bach Ma ed esplorato le bellezze di città come Hoi An, Da Nang e Hue - con visita della città imperiale.
Abbiamo potuto conoscere in meditazione luoghi emblematici della guerra contro gli americani, ossia la zona demilitarizzata al 17° parallelo e i tunnel di Vinh Moc.

"...In fin dei conti, non si tratta solo di dare,
ma anche di ricevere, come tante esperienze hanno dimostrato..." 

Siamo quindi passati in Cambogia. Qui, oltre alle imperdibili escursioni ad Angkor e alla visita alla capitale Phnom Pen, ci attendevano due toccanti esempi di volontariato solidale. A Siem Reap siamo stati ospiti della signora Ponheary Ly nella Seven Candles Gueshouse. Questa la sua commovente storia.

Da bambina la signora Ly, figlia di un insegnante, ha patito insieme alla sua famiglia la persecuzione e le indicibili privazioni inflitte dal regime di Pol Pot. Quando cadde la dittatura, per un lungo periodo si è impegnata nella ricostruzione della propria vita sociale e lavorativa. Da allora, ha scelto di dedicare risorse, competenze ed energie all’educazione dei ragazzi e dei giovani provenienti dai più poveri villaggi rurali del Nord Cambogia. Ritenendo che l'istruzione rappresenti il principale strumento di democrazia e di riscatto dalla povertà, ha così fondato la Ponheary Foundation. La fondazione si sostiene con il cotributo di diversi donors stranieri. Gli stessi introiti della guesthouse sono in parte destinati alle attività promosse dalla fondazione.
La sua testimonianza è stata per noi illuminante: una donna dolce, istruita, che avendo sofferto in gioventù la deportazione e la fame non ha potuto sottrarsi all'imperativo di aiutare chi, anche a causa del regime, era rimasto più indietro nella miseria e nell'abbandono.


A Phnom Penh abbiam fatto un’altra tappa nella memoria dell'olocausto perpetrato dai kmer rossi di Pol Pot con visita del campo di sterminio di Choeung Ek e del Museo del genocidio di Tuol Sleng.
Abbiamo ripercorso le enormi ferite lasciate dalla tragica dittatura di Pol Pot negli anni dal 1975 al 1978. 2,5 milioni di persone (quasi un terzo della popolazione totale), per lo più adulte, torturate e giustiziate nei campi di sterminio dai kmer rossi con l'obiettivo della "pulizia etnica". Oggi circa il 50% della popolazione ha meno di 20 anni.

In città incontriamo Martina Cannetta, una signora milanese arrivata in Cambogia per seguire i progetti di adozione internazionale curati dall'associazione CIAI. Dopo questa prima esperienza, rimane profondamente colpita dalla grande miseria materiale e culturale lasciata dal passato regime, presente sopprattutto nelle zone rurali. Condividendo con il padre e la madre la sensibilità per i problemi sociali, nel 2008 dà vita a Il Nodo Cooperazione Internazionale Onlus. Il suo scopo è di aiutare le giovani donne e le bambine a costruirsi un futuro privo di ogni tipo di sfruttamento. Avvalendosi delle competenze tecniche dei genitori e delle relazioni amicali nel campo del design, dell'architettura e dell'arte, l'Associazione organizza corsi di formazione professionale per la realizzazione di prodotti artigiani: gioielli in argento, oggetti e arredi con legno di ricupero, confezioni di maglieria ecc.
Tutto questo ci è stato raccontato e mostrato durante la visita alla scuola laboratorio allestita nel centro della città. Un’esperienza emozionante, arricchita dal contatto umano con le ragazze al lavoro ma anche dall'ammirazione degli oggetti da queste realizzati con grande maestria e gusto artistico.
L'Associazione però non si è fermata quì nel suo obiettivo di contribuire a risanare le ferite lasciate dal tragico passato. Infatti, avendo visto le gravi condizioni dal punto di vista igienico ambientale, educativo e lavorativo dei giovani nei villaggi più remoti del Paese, l'Associazione ha ampliato nel tempo il suo campo d'azione: sostegno a favore dei bambini che vivono con le madri nelle carceri o negli orfanatrofi; aiuti per affrontare le emergenze sanitarie; sanificazione degli ambienti e fornitura di acqua potabile.

Avendo raccolto e custodendo nella nostra memoria e nel nostro spirito tutti questi esempi di solidarietà, siamo rientrati in Italia appena in tempo prima della chiusura delle frontiere causata dalla diffusione del Coronavirus. Rientro rocambolesco che però non ha mortificato i toccanti ricordi dei luoghi e delle persone incontrate.
Altri dei viaggiatori come me avevano partecipato anche al primo viaggio del 2018. Ci sarà pur un motivo se hanno voluto ripetere questa esperienza. Luoghi nuovi, certamente, ma anche qualcosa di già sperimentato nel profondo e da rinvigorire.

Solo mal d'Oriente?

Trento, Marzo 2020

Franco 

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