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Il Vietnam contro il Covid-19

Apr 01 2020

Come il Vietnam sta affrontando la pandemia

Il numero di infezioni di Covid-19 in Vietnam è attualmente di 194 casi, mentre migliaia di persone si trovano in quarantena a casa o in ospedali appositamente adibiti. Dopo un iniziale blocco del contagio, nell'ultimo mese il paese è rimasto vittima di infezioni di rientro portate dall'Europa: oltre trenta casi tra i 194 sono infatti stranieri, turisti per la quasi totalità.

Da settimane, attraverso la Vietnam Military Medical University e l'azienda privata Viet A, il Vietnam ha sviluppato un kit per la diagnosi veloce del coronavirus che ha permesso di testare in totale oltre 30.000 persone. All'epoca, il Vietnam era stato il quinto paese al mondo dopo Cina, Giappone, Stati Uniti e Germania a dotarsi di questo tipo di test.

Il Vietnam, memore dell'esperienza Sars del 2003, ha adottato una strategia “aggressiva” contro il virus, chiudendo dal 22 marzo l'ingresso agli stranieri, annullando anche i visti di ingresso già concessi e obbligando ogni persona in arrivo a sottoporsi ad una quarantena obbligatoria presso strutture controllate. Attualmente sono 21.000 le persone ospitate in questi centri, mentre altre 30.000 sono in isolamento obbligatorio in casa. Anche l'ospedale di Bach Mai, il più grande di Hanoi, è stato messo in isolamento a causa di un grosso focolaio scoppiato tra i suoi pazienti.

Il nostro amico e socio Fabio Cappiello ci riporta da Ho Chi Minh City che il governo della città ha disposto la chiusura di bar, ristoranti, negozi e di tutti i centri ludico-ricreativi. Il blocco di tutte le attività turistiche sta portando con sé gravi ripercussioni sull'occupazione; anche i tradizionali festival tipici del periodo post-capodanno sono celebrati in maniera ridotta o annullati. Ad Ho Chi Minh City le lezioni scolastiche sono state sospese da prima delle vacanze di Tet (25 gennaio); i materiali e i compiti vengono inviati dagli insegnanti attraverso i social network.

Le misure stringenti sono necessarie in quanto, pur non essendoci stati morti finora, il sistema sanitario vietnamita rimane fragile e non sarebbe in grado di curare grossi numeri di infetti. Al di fuori delle grandi città, sono ben pochi gli ospedali che dispongono di terapie intensive.

Per contenere la diffusione del virus e diffondere buone pratiche tra gli abitanti, il Vietnam si sta dimostrando molto attivo nella diffusione di contenuti attraverso i social network, popolarissimi nel paese. La prima grande hit è stata il video andato, letteralmente, "virale" sul lavaggio delle mani che ha ottenuto oltre 27 milioni di visualizzazioni in un mese:
https://www.youtube.com/watch?v=BtulL3oArQw
il cui successo ha generato anche una schiera di imitatori:
https://www.youtube.com/watch?v=ctF5aMV05kM

Un'altra campagna è stata lanciata in questi giorni su Tik Tok, per incoraggiare le persone a rimanere in casa. La canzone "Perché non torni a casa" è cantata dalla popolare popstar Amee e incoraggia la gente, oltre a rimanere in casa, ad inviare video di sé stessi alle prese con alcune delle "sfide" da casa: mentre cucinano (#onhanoitro), mentre fanno ginnastica (##onhakhoemanh), mentre ballano (#onhagiatri) o si travestono (#onhalamdep).
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Come proseguono le attività di GTV in Vietnam

Le limitazioni imposte dal Covid-19 hanno avuto un impatto fortunatamente limitato sulle attività di GTV, principalmente derivante dal divieto di tenere incontri di più di 20 persone, che impedisce l'organizzazione di corsi di formazione.

L'acquedotto per i villaggi di Chung Chai e Sung Trai, costruito con il progetto Acqua per Tutti, è operativo da settimane e le famiglie stanno già ricevendo acqua presso la propria abitazione. Rimane da organizzare il secondo training, che approfindirà il tema della manutenzione e gestione della struttura, mentre è stato completata la prima delle formazioni, che approfondiva la tematica dell'igiene.

Per il progetto Agricoltura Familiare, invece, si organizzerà una volta terminata l'emergenza il corso di formazione sull'importanza e l'organizzazione del processo cooperativo. Al più presto si concluderà anche la distribuzione del pollame per le famiglie coinvolte nel progetto che stanno sviluppando modelli di fattorie familiari. In questo caso, il posticipo dell'attività non è stato causato tanto dal covid-19,  quanto da un'ondata di influenza aviaria che sta colpendo il paese. Questo tipo di epidemie zootecniche non sono rare: già nel 2019 la peste suina ha portato alla morte o abbattimento preventivo di milioni di capi in tutto il paese e ha influenzato alcune attività del progetto di GTV.

L’educazione scolastica al tempo del coronavirus

Nel distretto di Son Dong, dove vivono molti dei bambini inseriti nel progetto “Sostegno a Distanza”, le lezioni sono sospese e non è possibile l’organizzazione della didattica online. Gli studenti che dispongono di un televisore hanno qui la possibilità di seguire alcuni programmi televisivi educativi, consigliati anche dagli insegnanti a seconda del loro grado di istruzione. Questi programmi scolastici sono un'iniziativa che il Ministero dell'Istruzione ha lanciato assieme al canale nazionale in occasione dell’emergenza: un metodo educativo che però esclude la possibilità di un controllo dei compiti a casa e della frequenza da parte degli insegnanti.

Nel distretto di Xin Man, dove sono poche le famiglie che hanno a disposizione smart phone, TV o internet, anche questi metodi sono difficili da perseguire. Tutti gli studenti, compresi i bambini del progetto “Sostegno a Distanza”, non hanno modo attualmente di proseguire il loro percorso di studi.

In entrambi i distretti si prevede che gli studenti recupereranno il programma e le giornate perdute accorciando il periodo di vacanza estivo o aumentando le giornate di didattica previste nel corso dell’anno.

Infine, la referente di GTV in Vietnam, Que Thi Vo, conferma che tutti i bambini seguiti con il programma Adozione a Distanza e le loro famiglie stanno bene.


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