TRAFFICO DONNE

Titolo: “Lotta al traffico di donne e giovani ragazze tra Vietnam e Cina nelle Province di Hai Duong e Bac Giang, Vietnam, attraverso campagne di prevenzione, informazione e reintegrazione sociale.

Settore: Genere.

Località: Province di Hai Duong e Bac Giang, Vietnam.

Controparte locale: Unione delle Donne delle Province di Hai Duong e Bac Giang

Periodo di implementazione: 2006-2007

Enti finanziatori: Provincia Autonoma di Trento, GTV, Unione delle Donne di Hai Duong e Bac Giang.

Destinatari: - 120 membri dell’Unione delle Donne formate per gestire campagne di sensibilizzazione;

- la popolazione dei due comuni (20.000 persone) che sarà destinataria della campagna;

- gli studenti di 6 scuole (8.000 ragazzi), educati al problema;

- 60 funzionari provinciali formati alla gestione e prevenzione del traffico di donne;

- 100 donne beneficiarie di microcrediti;

- 60 membri dell’Unione delle Donne Provinciale formate sui metodi di lotta alla povertà e gestione di progetti di sviluppo;

- 30 membri dell’Unione delle Donne formate alla gestione del Centro di Accoglienza e formazione professionale creato presso le loro strutture;

- le donne che riceveranno supporto psicologico, legale e formazione professionale presso tale Centro.

Contesto: Le province di Bac Giang e Hai Duong si trovano nel Vietnam settentrionale, ai confini con la Cina. Si tratta di due regioni montuose, dove è alto il numero di persone impiegate in agricoltura. In queste regioni esiste il problema del traffico di donne. Infatti, la politica cinese del “figlio unico”, insieme a forti tradizioni familiari, ha causato un altissimo numero di aborti selettivi: viene privilegiato il maschio a scapito della femmina. La conseguenza è lo sbilanciamento della popolazione con, attualmente, circa 50 milioni di maschi in più rispetto alle donne. Questo provoca un’alta domanda di donne, sia come mogli che come prostitute, che vengono indotte ad emigrare in Cina, dai paesi vicini, con false promesse di lavoro e poi mantenute in schiavitù.

Descrizione: Il progetto prevede, da un lato, un’ampia azione di sensibilizzazione della comunità, degli studenti e delle autorità locali al problema, effettuata attraverso campagne di sensibilizzazione organizzate da personale dell’Unione delle Donne formato ad hoc. Si cercherà di prevenire i rapimenti anche concedendo alle donne in condizioni economiche più precarie, e perciò più a rischio di accettare false proposte di lavoro all’estero, 100 microcrediti rotativi annuali. Al termine di ogni ciclo, il prestito sarà concesso ad altre 100 donne. Si cercherà, inoltre, di reinserire nella società le donne rapite che fossero riuscite a fuggire ed a ritornare in patria. Questo avverrà attraverso la creazione di un Centro di Accoglienza dove riceveranno sostegno psicologico e legale e dove saranno presenti dei laboratori di formazione professionale per poter permettere loro di imparare un mestiere e guadagnarsi così da vivere.

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