Cooperazione Internazionale: le testimonianze di Joao e Miraz
Joao e Miraz sono Project Managers di due Organizzazioni partner di GTV, rispettivamente Belun a Timor Est e Steps Towards in Bangladesh. Sono venuti fino a Trento per partecipare al corso di “Planning Strategies” al Centro per la Formazione alla Solidarietà Internazionale e noi ne abbiamo approfittato per rivolgergli qualche domanda!
Ciao Joao, ciao Miraz, raccontateci un po’ di voi e delle Organizzazioni per cui lavorate…
Joao: Il mio nome è Joao Do Rossario Pereira ma la mia famiglia e gli amici mi chiamano semplicemente Joao. Sono nato in un piccolo villaggio di un piccolo distretto di Timor Est chiamato Cova Lima, ma la maggior parte della mia vita l’ho trascorsa a Dili. Timor Est è un piccolo Paese, molto piccolo, la maggior parte delle persone non sa nemmeno dove si trova, d’altronde abbiamo ottenuto ufficialmente l’indipendenza solo nel 2002. Il mio Paese è molto indietro, anche rispetto agli altri Paesi dell’Asia. Abbiamo sicuramente bisogno di aiuto dalla comunità internazionale per sviluppare la nostra economia, migliorare l’alfabetizzazione e la cultura, ma prima di tutto dobbiamo guardare al futuro per noi stessi, deve partire da noi.
Attualmente lavoro in una piccola isola chiamata Atauro, conta circa 10.000 abitanti, l’attività principale consiste nell’agricoltura, circa l’80% della popolazione è impegnata in quest’attività. Di questo 80% il 75% lo fa esclusivamente per sopravvivere. L’economia è molto povera ma le aspettative sono molto alte, è una sorta di scommessa con noi stessi, se vogliamo che questo Paese si sviluppi deve partire prima di tutto da noi stessi. L’organizzazione per cui lavoro si chiama “Belun”, che significa “amico”, è stata fondata nel 2005 in risposta alla profonda crisi politica e sociale che ha colpito il nostro Paese. Il nostro ruolo fu quello di aiutare le persone che cercavano rifugio in aree sicure. In seguito, quando la situazione si è stabilizzata abbiamo lavorato per mantenere la sicurezza e la pace a Timor Est, cercando di formare la comunità per garantire le capacità necessarie allo sviluppo. Attualmente Belun è attiva con molti programmi, suddivisi in 4 settori: pesca, agricoltura, re-forestazione ed accesso all’acqua potabile.
Miraz: Il mio nome è Miraz Nazmul Ashan ma tutti mi conoscono come Miraz, sono nato a Mathbaria ma vivo a Dhaka. Dal 2004 lavoro per una NGO (organizzazione non governativa) chiamata “Steps Towards Development”, si tratta di un’organizzazione nazionale fondata nel 2003 che promuove uguaglianza di genere, buon governo e diritti umani. Recentemente, in seguito ai numerosi disastri che si sono abbattuti sul nostro Paese abbiamo aggiunto alle nostre priorità il problema del cambiamento climatico. La mia organizzazione lavora in 18 Distretti sui 64 totali del Paese, e si fonda sul volontariato. I nostri progetti vengono attuati esclusivamente da volontari i quali prestano il loro tempo gratuitamente, talvolta forniscono pure le risorse necessarie, ad esempio prestando una stanza per fare una riunione oppure recuperando un megafono per parlare alla gente. Siamo poi convinti che la vera differenza la fa il sapere, la conoscenza dei problemi, non le cose materiali come molti pensano. Per questo ci impegniamo per formare i volontari in modo che questi contribuiscano con le loro conoscenze al miglioramento della comunità dove vivono.
La comunità dove operate, cosa ne pensa del vostro lavoro?
Miraz: Dipende molto dalla singola comunità e dalla classe di appartenenza. La comunità con cui lavoro e che cerco di aiutare è sempre molto disponibile e mi dimostra molto affetto, alcuni amici impegnati in altri settori pensano invece che questo lavoro non renda giustizia alle mie potenzialità. Personalmente sono molto contento del mio lavoro, sono felice di quello che faccio, e poi se non lavorassi per Steps Towards oggi non sarei qui con voi a Trento (ride)!
Joao: Devo dire che sono molto fortunato sotto questo aspetto, la gente è sempre molto accogliente con me. Quando vado ad Atauro (Piccola isola dove opera Belun con GTV) le persone mi offrono tutto quello che hanno, mi invitano a conoscere la loro famiglia, mi parlano dei loro problemi. Cerco sempre di essere disponibile, se hanno un problema dico loro che sono loro amico ed insieme troveremo la soluzione. Forse alcuni si aspettano di più di ciò che possiamo offrire, mi capita ad esempio che mi chiedano consulti medici che io non sono in grado di dare! Questo però è uno stimolo a migliorarmi, una sfida ad imparare sempre modi diversi per aiutare le persone.
Si capisce che amate molto il vostro lavoro, ma qual è l’aspetto che invece non vi piace?
Miraz: In tutte le cose ci sono aspetti positivi ed altri negativi. In questo settore c’è molta instabilità dovuta al condizionamento della politica, non sai mai se un governo supporterò la tua attività oppure no, non sai se avrai le risorse per continuare a fare il tuo lavoro. Questo aspetto, unito ad una corruzione presente a tutti i livelli, talvolta è demotivante. Alcuni amici mi chiedono perché faccio ancora questo lavoro e pensano che dovrei andarmene, e nei momenti di sconforto l’ho anche pensato. Poi però ho capito che questo settore mi può dare tanto, che le barriere si incontrano ovunque e per superarle bisogna affrontarle, senza scappare. Adesso sono molto motivato nel continuare questo percorso guardando avanti.
Joao: Io amo tutto del mio lavoro ma talvolta odio me stesso. Mi odio perché non sempre sono in grado di aiutare le persone che mi chiedono aiuto, perché non posso essere ovunque, perché non posso conoscere ogni aspetto di un problema oppure perché non ci sono le risorse per risolverlo.
Cosa ne pensate della Cooperazione Internazionale, ed in particolare del rapporto con GTV?
Miraz: La comunità internazionale ci aiuta molto, sicuramente. Le organizzazioni internazionali però hanno la tendenza ad imporre le loro priorità, questo vale soprattutto per le ONG molto grandi. Quindi, certo, i donatori ci aiutano molto, ma dovrebbero cercare di integrarsi meglio con la comunità in cui vanno ad operare, ascoltandola e collaborandoci attivamente. Con GTV il discorso è diverso, il nostro rapporto è iniziato a seguito del ciclone Sidr e fin dal principio c’è stata un’ottima intesa. Siamo riusciti a creare un rapporto di fiducia e questo è molto importante perché ci consente di lavorare alla pari, senza dover sottostare a direttive dall’alto, ed i risultati si vedono. Sono convinto che il nostro rapporto di collaborazione dovrebbe essere, nel suo piccolo, un modello per la cooperazione internazionale. La caratteristica di GTV è che cerca in tutti i modi di incrementare le capacità dei suoi partner, formandoli al fine di migliorare la produttività ma allo stesso tempo lasciando molta indipendenza d’azione. E’ una partnership a tutti gli effetti, non si tratta solo di donazioni di denaro.
Joao: a Timor Est abbiamo molto bisogno che la comunità internazionale ci supporti. Per quanto riguarda GTV e AsSMA (patner di GTV nei progetti a Timor Est), l’esperienza è più che positiva. La prima volta che mi hanno sottoposto un progetto, ho pensato che fossero “matti”, c’era tantissima carne al fuoco in settori molto difficili come la re-forestazione, la pesca, l’accesso all’acqua. Per me era impossibile riuscire nell’impresa ma ho deciso di provarci e di implementare il progetto. Il termine era fissato a Dicembre 2010 e non siamo riusciti a finire in tempo, tuttavia è stato importante perché GTV e AsSMA ci hanno spronato a migliorarci. Un altro aspetto positivo è la flessibilità del lavoro che ci permette di organizzare il nostro tempo al meglio.
Sappiamo che è la vostra prima volta in Europa, cosa ne pensate dell’Italia e di Trento?
Joao: Sono davvero felice di essere qui e di partecipare al corso di formazione al CFSI, per me è molto importante per migliorare le mie capacità come manager. A parte questo, è la prima volta per me in Europa ed è qualcosa di inimmaginabile, quando ho chiesto a Luca (Cooperante di GTV in Vietnam) dove fosse situata Trento, mi rispose che era immerso in una vallata circondata da boschi. Pensavo di trovare un ambiente simile a Timor Est, ma quando sono arrivato mi sono reso conto di quanto la mia immaginazione si fosse sbagliata! Trento è molto più grande di Dili, la capitale del mio Paese! Poi qui è tutto sviluppato, spero di aiutare il mio Paese ad andare in questa direzione.
Miraz: Io vengo dal Bangladesh, abbiamo una cultura molto diversa dalla vostra, qui tutto è diverso. L’altra mattina, mentre mi recavo da Villa S. Ignazio verso il centro di formazione, mi sono sorpreso molto quando, in attesa di attraversare la strada, le auto si sono fermate per farmi passare. Per me è una cosa stranissima, dove abito io devo schivare i mezzi sulla strada ogni giorno! Poi devo dire che a Trento si sta bene, la città con la sua architettura è molto bella, le strade sono pulite ed è molto tranquilla. La gente poi si è dimostrata sempre molto amichevole e disponibile nei miei confronti, per non parlare del cibo di cui mi sono innamorato in fretta nonostante l’incertezza iniziale. L’unica cosa che non vi invidio è il freddo!
Grazie ragazzi per l’intervista e per aver condiviso la vostra esperienza.
Miraz: grazie a voi e grazie al GTV, è importante condividere ed imparare gli uni dagli altri!
Joao: grazie a voi!


