Aggiornamenti dal Vietnam


Non tutti sanno che qualche settimana fa Francesca è partita per una missione di 5 settimane in Vietnam: tra gli obiettivi, introdurre al lavoro il nostro nuovo capo progetto, Luca, che va a prendere il posto di Barbara.

Ecco qua un messaggio che ci ha appena inviato, e che si riferisce agli incontri a Nghe An per il progetto sul microcredito e Hung Long, per le opere di canalizzazione.

“E  dopo molte riunioni per costruire rete con i nostri partner, lavoro in ufficio per definire le attività dei progetti ed incontri istuituzionali per attendere anche alle formalità, eccoci finalmente a poter lavorare con la gente dei villaggi. Le persone che finalmente avranno dei benefici diretti ed indiretti dei nostri progetti.

 

Questi ultimi due giorni io e Luca siamo stati a d Hung Long, piccolo comune di una provincia del Vietnam Centrale. Le case dei villaggi che costituiscono il comune sono circondate da risaie ed in lontanza si scorge il profilo di dolci colline. Lavoriamo presso la sede del Comitato Popolare ma dopo aver chiesto alle persone di disegnare la mappa del loro villaggio, chiediamo che ci accompagnino in una passeggiata che ci porterà a vedere la scuola dove si sono svolte le campagne del nostro ultimo intervento in parità di genere, i canali di irrigazione che abbiamo costruito ormai 3 anni fa ed alcune abitazioni.

 

Ci muoviamo sotto la calura estiva che qui non da tregua, ma l’entusiasmo delle nostre speciali guide ci fa dimenticare la fatica. I bambini si muovono sicuri tra le vie dei villaggi che attraversiamo e che ricompensa riuscire a comunicare con loro!! Non si comunica evidentemente attraverso le nostre lingue che sono così diverse, ma invece attraverso il linguaggio internazionale dell’empatia e delle immagini!

 

Lavorare in un paese così istituzionalizzato come il Vietnam e con una lingua così lontana dalla nostra non è semplice: il contatto con la popolazione locale viene filtrato dai traduttori e dalle istituzioni, così l’apprezzamento per un’attività di primo acchito banale, risulta essere essenziale per capire il più possile i bisogni della popolazione, ma specialmente per costruire quell’empatia necessaria a portare a termine i nostri progetti.

 

Il ringraziamento è quindi d’obbligo perché quello che ci si porta a casa è spesso di più di quello che si lascia!”

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