“La vera realtà del progetto Gtv” di Anna Filippi


La realta’ del Gruppo Trentino Volontariato si vive nel momento in cui in prima persona si entra in contatto con le persone e la quotidianita’ del Vietnam. Un Paese ricco di risorse ma soprattutto di un popolo unico e forte grazie alla sua volonta’ e speranza di andare oltre alla “storia” e alla miseria che e’ presente in ogni momento e in ogni luogo.

 

Il GTV si inserisce proprio in questo mondo e porta il suo contributo con diverse modalita’ ma sempre con lo stesso scopo: aiutare chi ha bisogno.

Sono stati avviati numerosi progetti, alcuni gia’ conclusi, altri ancora in atto mentre uno in fase di formulazione; tutti questi progetti riguardano problematiche diverse che sono presenti sul territorio in questione.

Si passa dall’ambiente scuola, al traffico di donne con la Cina, dalla costruzione di scuole professionali per il reinserimento della figura femminile e del disabile nella societa’ al rifornimento di attrezzatura specializzata per il reparto di neonatologia dell’ospedale.

Il Progetto Giovani Solidali ci ha dato la possibilita’ di poter vivere in prima persona tutte queste attivita’ e di contribuire anche noi con un piccolo sostegno alla realizzazione.

Il progetto finalizzato all’ambiente scuola e stato il piu’ intenso da tutti i punti di vista. La visita nei numerosi istituti ci ha fatto vedere ma soprattutto conoscere una piccola e bellissima parte di Vietnam: i bambini.

Il nostro contributo consisteva nell’osservare e quindi di seguito valutare cio’ che poteva servire nelle varie aule della scuola, come banchi, lavagne, nuove stanze per l’insegnante e servizi igienici. Ma il nostro aiuto e’ andato oltre: il vedere la gioia e il sorriso di cosi’ tanti bambini nell’incontrarci e’ stato talmente forte e intenso che non lo dimenticheremo mai. Il renderci conto, anche, delle condizioni in cui studiano e vivono questi bambini ti lasciano realizzare la vera realta’ di questo Paese dove la poverta’ e all’ordine del giorno ma dove le contraddizioni non si sprecano: ma questo e’ cio’ che veramente caratterizza un Paese in via di Sviluppo, quale e’ il Vietnam.

Qui l’impianto audio “alla moda” nel distretto piu’ povero che abbiamo visitato e’ presente in quasi tutte le capanne le scuole non e’ presente un servizio igienico adeguato: dal nostro punto di vista occidentale tutto cio’ non e’ comprensibile ma qui, in Vietnam, e’ la normalita’.

La visita in questi luoghi ci ha lasciato un ricordo fantastico per le persone che abbiamo avuto la fortuna di incontrare lungo il nostro viaggio e ci siamo resi conto come un banco e una semplice bambola possono rendere un bambino la persona piu’ felice del mondo, come la costruzione di una diga puo’ far rinascere una comunita’ grazie ad una appropriata irrigazione delle risaie e come la costruzione di una scuola professionale puo’ essere indispensabile per un futuro migliore a numerosi ragazzi e ragazze.

Appropriati corsi di formazione preparano la persona per un piu’ facile inserimento nel mondo del lavoro e questo diventa di un importanza maggiore quando si parla di portatori di handicap.

Esiste, purtroppo, ancora una cultura dove la societa’ estranea questi soggetti dalla vita quotidiana e quindi questi si ritrovano soli e incapaci di adattarsi: qui l’inserimento in strutture diventa non solo necessario ma indispensabile. Per tutti questi motivi il GTV porta avanti progetti di sostegno a tali fini.

Ma i progetti in atto non si soffermano solo ad attivita’ prettamente materiali ma fondamentale importanza assume anche cio’ che riguarda il tema del traffico delle donne.

E’ una questione molto sentita e problematica e riguarda soprattutto il territorio lungo il confine con la Cina, questo perche’ molti uomini cinesi arrivano in territorio vietnamita per cercare una donna, talvolta legalmente, ma in casi maggiori illegalmente, e cio’ significa nell’offerta di un lavoro particolarmente remunerativo che poi nella realta’ non esiste.

E’ nato cosi’ questo problema molto sentito all’interno dei vari villaggi visitati come abbiamo pututo osservare grazie ai numerosi colloqui che abbiamo avuto con le istituzioni locali, in particolare con l’Unione delle Donne Vietnamite.

Il nostro contributo e’ stato quello di promuovere una campagna di sensibilizzazione al problema in modo tale da far conoscere al maggior numero di donne i rischi che possono correre e quindi saper agire di conseguenza in modo appropriato se si dovessero trovare in situazioni simili. L’entrare in contatto con tali autorita’ e stato molto stimolante poiche’ si interagisce con un sistema organizzato ed efficiente che si muove non solo nell’ambito di tale questione ma ovunque ci sia una sorta di problema e mancanza.

Il vedere e il vivere in prima persona questi progetti e’ stato senza dubbio significativo dal punto di vista personale ma ci ha permesso anche di poter conoscere come entrano in atto e soprattutto si sviluppano tali progetti e come le persone sono grate di tutto il lavoro che viene svolto.

 

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